6. Cosa può ottenere il lavoratore in caso di violazione
Quando l'obbligo di sicurezza viene violato, il lavoratore può avere diritto al risarcimento del danno qualora venga accertata la responsabilità del datore di lavoro. La giurisprudenza è chiara su un punto: questo diritto non richiede necessariamente la violazione di una norma prevenzionistica specifica, come quelle contenute nel DVR.
Può essere sufficiente dimostrare che il datore di lavoro non abbia adottato le misure necessarie a tutelare la salute del dipendente, anche se non espressamente previste da una legge.
Un aspetto meno noto riguarda la tutela in forma specifica: in alcuni casi il lavoratore può chiedere che vengano adottate le misure necessarie a garantire l'effettiva tutela della propria sicurezza, senza che la tutela possa essere ricondotta esclusivamente a un risarcimento economico.
È un principio che ribadisce come la sicurezza non sia un costo da mettere in conto, ma un diritto da garantire - anche attraverso l'RSPP, il Responsabile del Servizio di Prevenzione e Protezione e i corsi di formazione, che aiutano l'azienda a prevenire prima che curare.
L'articolo 2087 continua ancora oggi a rappresentare uno dei principi fondamentali della tutela dei lavoratori.
Più che un semplice obbligo normativo, richiama l'idea che la sicurezza debba essere gestita in modo concreto, aggiornandosi continuamente rispetto all'evoluzione dei rischi, delle tecnologie e dell'organizzazione del lavoro.