Sono uno dei benefit più diffusi in Italia, eppure intorno ai buoni pasto restano dubbi pratici che ricorrono con costanza: posso usarli per fare la spesa? Quali supermercati li accettano? E online? Quanti ne posso usare per volta?
Domande legittime, perché i buoni pasto sono diventati molto più che un sostituto della mensa aziendale. Sono uno strumento di welfare aziendale che incide direttamente sulla spesa quotidiana e sul potere d'acquisto.
Vediamo quindi tutto quello che serve sapere per usarli al meglio, dal supermercato al food delivery.
1. Per cosa si possono usare i buoni pasto
I buoni pasto nascono come sostituto della mensa aziendale, ma oggi coprono un ventaglio molto più ampio di situazioni quotidiane. Con alcuni Ticket Restaurant, se i locali sono convenzionati, è possibile:
- fare la spesa alimentare al supermercato o al discount;
- usarli per la pausa pranzo al ristorante, al bar, in tavola calda, caffetteria, pizzeria;
- pagare in food truck, mercati alimentari, chioschi, agriturismi, distributori automatici;
- usarli per il food delivery (Glovo, Deliveroo);
- pagare la consegna a domicilio da ristoranti e pizzerie convenzionate.
In altre parole: sono diventati un mezzo di pagamento riconosciuto in tutta la filiera del cibo, dal pranzo fuori casa alla cena ordinata dal divano.
2. Cartacei, carta e app: come funzionano
I buoni pasto oggi esistono in tre formati. Capire quale usi e come funziona ti evita brutte sorprese alla cassa.
Buoni pasto cartacei
I classici blocchetti di ticket. Stacchi quelli che ti servono e li consegni al personale in cassa. Due regole importanti:
- non prevedono di ricevere resto;
- valgono solo per prodotti alimentari nei punti convenzionati, come previsto dalla normativa.
Carta fisica (buono pasto digitale)
Funziona come un normale bancomat. Al momento del pagamento basta:
- selezionare "buoni pasto" sul POS;
- indicare quanti buoni vuoi usare;
- avvicinare la carta come per un pagamento contactless.
Eventuali differenze rispetto al totale della spesa si possono integrare con altri metodi di pagamento. Mentre se il resto spetta a te, alcuni bar e ristoranti sono organizzati per fornirti uno scontrino di resto con codice a barre che potrai utilizzare la prossima volta.
App
Per i buoni pasto che hanno l'app integrata, il flusso è ancora più rapido:
- accedi con le tue credenziali;
- premi "paga ora" e selezioni il numero di buoni da usare;
- mostri o detti il codice numerico generato all'esercente.
In tutti e tre i casi, una regola vale sempre: hai sempre un massimo di buoni pasto per transazione.
3. Dove spenderli: ristoranti, bar, supermercati
Tutti gli esercizi legittimati a somministrare alimenti e bevande possono accettare i buoni pasto, purché siano convenzionati con la società emittente. Spesso lo segnalano direttamente sulla porta d'ingresso o alla cassa.
Le grandi catene di ristorazione e i maggiori supermercati li accettano (quasi) sempre, così come i discount.
Vale anche per realtà meno tradizionali: food truck, mercati alimentari, chioschi, oltre a esercizi di vendita diretta come industrie alimentari, imprese artigiane, spacci, agriturismi e così via. Ovviamente, sempre a patto che siano nel circuito convenzionato.
4. Cosa puoi comprare (e cosa no)
Qui c'è una distinzione importante che molti non conoscono. I buoni pasto valgono solo per beni alimentari. Quindi sì a pane, pasta, frutta, verdura, pesce, carne, acqua, bibite, prodotti freschi e confezionati.
No, invece, a tutto ciò che il supermercato vende ma non rientra nell'alimentazione:
- alcolici e superalcolici: qualsiasi bevanda alcolica (vino, birra, superalcolici), indipendentemente dalla gradazione.
- Prodotti per la pulizia e l'igiene: detersivi per bucato e stoviglie, detergenti per la casa, disinfettanti e sacchetti per la spazzatura.
- Articoli per la cura e l'igiene personale: shampoo, bagnoschiuma, deodoranti, dentifrici, creme, cosmetici e prodotti per il make-up.
- Farmaci e parafarmaci: medicinali (anche da banco) e integratori alimentari.
- Casalinghi, tessile e utensili: pentole, piatti, posate, tovaglie, biancheria e piccoli elettrodomestici.
- Cancelleria e giornali: riviste, quotidiani, libri e materiale da ufficio.
- Altri articoli non alimentari: giocattoli, pile, elettronica e accessori per animali.
- Buoni regalo e carte: gift card di qualsiasi genere o ricariche telefoniche.
È una limitazione di legge: i buoni pasto sono nati con uno scopo preciso (la pausa pranzo e l'alimentazione) e la normativa è molto chiara sul perimetro. Per usarli su altre categorie, esistono strumenti diversi, come i buoni acquisto e gli altri fringe benefit, che hanno regole proprie e si inseriscono in un piano di benefit aziendali più ampio.
5. Buoni pasto e tassazione: cosa cambia in busta paga
Una nota fiscale che vale la pena conoscere, perché incide direttamente su quanto vale per te il singolo buono pasto.
I buoni pasto sono esenti da tassazione fino a una soglia precisa, che cambia in base al formato:
- buoni pasto elettronici (carta o app): esenti fino a 8 euro al giorno;
- buoni pasto cartacei: esenti fino a 4 euro al giorno.
Sopra queste soglie, la parte eccedente concorre alla formazione del reddito e viene tassata. Per questo, da qualche anno, la maggior parte delle aziende è passata al formato digitale: rende il buono più conveniente sia per il dipendente che per l'impresa.
Il dettaglio dei buoni pasto erogati nel mese viene riportato nella busta paga, con l'indicazione del numero e del controvalore. Vale la pena anche dare un'occhiata alla Legge di Bilancio 2026 e a chi spetta il welfare aziendale, per avere il quadro completo delle agevolazioni a tua disposizione.
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