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Bonus welfare: i più richiesti nel 2026
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Il welfare aziendale ha smesso di essere quel pacchetto vagamente burocratico che si scopriva leggendo il regolamento interno. È diventato invece una voce del potere d'acquisto, e una componente stabile di come si vive il rapporto con il lavoro.

Vediamo allora quali sono i bonus welfare più richiesti nel 2026 e perché stanno cambiando la conversazione tra persone e aziende.

1. Cosa intendiamo quando parliamo di "bonus welfare"

Una piccola precisazione di vocabolario. Quando un'azienda riconosce un importo welfare ai dipendenti, quell'importo viene erogato sotto forma di buoni welfare: voucher digitali, spendibili attraverso una piattaforma dedicata, presso una rete di partner convenzionati.

Il vantaggio è duplice. Da una parte semplifica la gestione amministrativa: niente convenzioni una per una, nessuna palestra aziendale da costruire. Dall'altra, l'importo erogato in welfare non è tassato - né per l'azienda né per il dipendente - a differenza di un aumento equivalente in busta paga, che sarebbe invece soggetto a imposizione fiscale per entrambi.

2. I fringe benefit e i buoni acquisto: la voce più richiesta

I fringe benefit sono diventati la voce dominante: comprendono buoni acquisto, rimborsi per bollette, mutuo e affitto, buoni carburante. Insomma, il supporto al costo della vita.

La Legge di Bilancio 2026 ha confermato per il triennio 2025-2027 una soglia di esenzione fiscale fino a 1.000 euro per tutti i lavoratori dipendenti, che sale a 2.000 euro per chi ha figli a carico.

Dentro la categoria fringe, i buoni acquisto più richiesti nel 2025 riguardano:

  • supermercati (29%)
  • Amazon (27%)
  • carburante (18%)

Tre voci che dicono la stessa cosa: i dipendenti chiedono sostegno sulle spese quotidiane (fonte: Report Welfare 2025, Randstad).

3. Famiglia, salute e tempo libero

Accanto ai fringe benefit, una fetta significativa di credito welfare viene destinata ai servizi per la famiglia: asili nido, baby-sitting, centri estivi, assistenza per genitori anziani, rimborsi per le spese scolastiche. A questo si aggiunge il congedo parentale, che resta una delle tutele più rilevanti per chi diventa genitore.

Non dimentichiamoci il welfare sanitario e dedicato al benessere con: visite mediche specialistiche, supporto psicologico, palestra e centri benessere. Una voce in espansione, soprattutto da quando il tema del benessere mentale è diventato parte legittima della conversazione aziendale.

Infine, viaggi e formazione: il 14% degli acquisti welfare riguarda vacanze e pacchetti turistici, mentre corsi di lingue, master e certificazioni restano una scelta strategica per chi sta costruendo la propria carriera.

4. Perché i buoni welfare convengono (e a chi)

Il vantaggio è a doppio senso.

Per l'azienda, attivare un piano di buoni welfare significa offrire qualcosa di concreto senza costruire infrastrutture interne, mantenere i benefici fiscali, usare il welfare come leva di attrazione e retention e migliorare l'employer branding. Secondo il IX Rapporto Censis-Eudaimon 2026, il 71,6% dei dipendenti sceglierebbe un nuovo datore di lavoro anche in base al welfare offerto. A questo si aggiunge la possibilità che alcune aziende offrono di convertire il premio di risultato in credito welfare.

Per chi lavora, il calcolo è immediato: aumento del potere d'acquisto reale, accesso a beni e servizi senza intaccare lo stipendio, possibilità di scegliere in base al momento della vita. Una giovane neoassunta userà il welfare in modo diverso da un genitore o da un collega vicino alla pensione, magari più orientato verso la previdenza complementare.

5. Il welfare in Acinque

Nel Gruppo Acinque il welfare è una componente strutturata del nostro modo di pensare il lavoro. Le persone che lavorano in Acinque accedono a fringe benefit, supporto alla famiglia, assistenza sanitaria integrativa, previdenza complementare e alla possibilità di convertire il premio di risultato in credito welfare.

Inoltre, con il programma GenWE abbiamo costruito un sistema flessibile, accessibile e davvero rispondente ai bisogni delle persone.

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IN BREVE

I bonus welfare rappresentano oggi una componente stabile della retribuzione: nel 2026 il credito medio per lavoratore ha raggiunto i 1.000 euro l'anno, erogati come buoni digitali. Le categorie più richieste sono i fringe benefit (spesa, carburante, rimborsi bollette e mutuo), seguiti da famiglia, salute, viaggi e formazione. Per le aziende il welfare porta un vantaggio fiscale e diventa una leva di employer branding; per i dipendenti, determina un aumento concreto del potere diacquisto. In Acinque, il welfare è una scelta strutturata, pensata per accompagnare le persone nei diversi momenti della vita.

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