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Economia circolare e aziende, è una realtà possibile?
Economia circolare e aziende, è una realtà possibile?
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Se vuoi parlare di sostenibilità aziendale, ci sono alcuni temi che devi conoscere: CSR, ESG, e anche economia circolare.

Ti è mai capitato di sentire questa definizione? Probabilmente la conosci già, almeno in generale.
Quindi la domanda è: le aziende possono realmente usare questo modello per costruire un futuro proficuo e sostenibile allo stesso tempo?

La risposta nella sua versione breve è sì, senza dubbio.
Se, però, preferisci l'alternativa più articolata, prosegui pure nella lettura di questo articolo.

Sostenibilità aziendale: quante ne sai?

1. La cassetta degli attrezzi dell’economia circolare

La circolarità è un concetto molto semplice da spiegare, meno metterlo in pratica.

A differenza dell’economia lineare, riassumibile in “produci, vendi, consuma, butta e riparti”, l'economia circolare prevede uno sforzo maggiore nel:

  • ridurre gli sprechi;
  • limitare il proprio impatto ambientale;
  • estendere il ciclo di vita del prodotto finale.

Esistono diversi modi con cui puoi intendere l’economia circolare: uno di questi è descriverla come una “politica industriale sostenibile”.

Un’azienda che applica questo modello, anziché fermarsi al rispetto dei criteri di legge previsti, attiva dei processi specifici:

  • prevede delle modalità di recupero e riutilizzo dei prodotti di scarto;
  • pone attenzione alla tipologia di imballaggi e ai rifiuti che questo processo provoca;
  • riduce progressivamente l'impiego di materie prime critiche nei processi produttivi e riutilizza quelle a oggi insostituibili;
  • investe, nei limiti delle proprie possibilità, nello sviluppo di soluzioni sostenibili;
  • impiega risorse energetiche dal basso impatto inquinante.

2. Certezze e dubbi sulla circolarità

Su cosa sia il modello di business circolare e cosa implica ci siamo.
Ora cerchiamo di rispondere alla domanda in sospeso: funziona?.

Purtroppo, oggi le aziende intenzionate a dare il via alla transizione verde devono fare i conti con alcune incertezze.
Questi dubbi sulla circolarità, però, non riguardano tanto l’efficacia del modello in sé, ma la sua fattibilità da un punto di vista pratico.

Lo studio 2025 Circular Transformation of Industries del World Economic Forum, per esempio, afferma che il 79% dei manager del settore manifatturiero crede nelle possibilità dell’economia circolare, ma solo il 20% ritiene che la propria azienda sia pronta a fare questo passo.

I motivi spaziano dalla difficoltà nel reperimento di materiali alla mancanza di competenze tecniche e di un’adeguata infrastruttura tecnologica, che si sommano alla necessità di ingenti capitali iniziali.

D’altro canto, però, online puoi trovare molte ricerche che dimostrano come la circolarità sia un modello funzionale e un buon investimento, sebbene richieda un cambio di rotta che riguarda tutta la catena del valore.

3. Economia circolare: “si può fare” (e si può guadagnare)

Prendiamo il Settimo Rapporto sull’economia circolare in Italia, stilato nel 2025.
Al suo interno trovi diversi dati utili che confermano, a livello italiano, i benefici attuali e futuri che la circolarità offre.

Prima di tutto, il risparmio.

L’abbattimento dei costi legati ai processi di smaltimento promosso da modelli circolari permetterebbe all’industria manifatturiera di risparmiare 7,3 miliardi di euro (secondo uno scenario che va dal 2020 al 2030).

Più in generale, il risparmio prodotto dalla circolarità nel 2024 ha raggiunto i 16,4 miliardi di euro e, se proiettiamo il dato verso il 2030, arriviamo a 119 miliardi di euro risparmiati.

Poi, la competitività.

Se mai ti capiterà di dover dimostrare il rapporto tra circolarità e crescita aziendale, ecco un buon asso da tenere nella manica.

Ad oggi, il 48% delle materie prime necessarie al fabbisogno industriale italiano viene importato (quasi il doppio rispetto ad altri paesi EU).

Questo significa che la capacità produttiva delle aziende italiane dipende molto dalle oscillazioni del mercato estero.

Allo stesso tempo, la percentuale di materie prime riutilizzate (materie prime seconde, se vuoi usare il termine tecnico) copre il 20,8% del consumo totale delle industrie italiane.
Un dato tra i più alti d’Europa.

Cosa ci suggeriscono questi due dati? La dipendenza dall’estero può diventare un problema per molte realtà del Paese e il modello circolare rappresenta una soluzione alternativa (e soprattutto già applicata) per rimanere competitivi sul lungo periodo.

Quindi, economia circolare e aziende possono costruire un futuro insieme?
Assolutamente sì. Anzi, potrebbe diventare una delle vie percorribili per le aziende che, in generale, vogliono costruirsi un futuro nel prossimo mercato.

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IN BREVE

L’economia circolare è un modello di business sostenibile che offre diversi benefici alle aziende, soprattutto se si guarda al futuro dell’industria. Diversi studi dimostrano i vantaggi e il risparmio che porta l’applicazione dell’approccio circolare, suggerendo come le aziende e questo tipo di economia possano costruire una realtà in cui coesistere con successo.

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