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CER: una rete a supporto della sostenibilità
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Le comunità energetiche rinnovabili (CER) sono un ottimo esempio di come funziona un territorio che mantiene un rapporto di equilibrio con la natura. Meno costi per l’energia, benessere condiviso, inquinamento ai minimi termini.

E se ci vivi, guadagni anche economicamente!

Ti piacerebbe vivere in un luogo così, vero? Allora ti raccontiamo, in modo molto semplice, come funziona una CER.

Guida

Buone idee per lo sviluppo sostenibile

1. Cos'è una comunità energetica rinnovabile (CER)

Una CER è un insieme di persone, enti pubblici e piccole e medie imprese appartenenti allo stesso territorio che producono, condividono e consumano energia da fonti sostenibili di prossimità.

Il cuore di questa comunità è, naturalmente, l'infrastruttura energetica. Questa può comprendere:

  1. un piccolo impianto localizzato sul territorio e una cabina primaria di distribuzione;
  2. un sistema di raccolta dell’energia che comprende diversi attori (come le case munite di pannelli fotovoltaici) che condividono la stessa rete di distribuzione attraverso una cabina primaria;
  3. entrambe le modalità.

La logica sostenibile alla base di una CER è molto semplice: la comunità ha un accesso diretto all’energia che le occorre per soddisfare il proprio fabbisogno, sfruttando solo fonti rinnovabili.

L’energia restante viene stoccata e in parte venduta attraverso l'immissione nella rete elettrica esterna secondo le logiche di mercato. Il ricavato viene ridistribuito tra i membri, oppure investito in iniziative di carattere ambientale o sociale.

2. Chi ne fa parte?

Tutti, a parte le grandi aziende, possono far parte di una CER (con alcune limitazioni).

Le persone come te e tutti noi, che utilizziamo l’energia per scopi domestici.

Le piccole aziende (con meno di 250 dipendenti) con cui condividiamo il territorio, che possono sia produrre che consumare energia, purché la produzione energetica non sia il loro business principale.

Infine abbiamo gli enti pubblici, che sono essenziali per amministrare la comunità.

Possiamo dire che, generalmente, ogni membro di una CER occupa uno di questi ruoli:

  • consumatore: una persona/nucleo familiare a cui è intestato un POD (Point Of Delivery) da cui prelevare l’energia;
  • prosumer: azienda o persona che produce e consuma energia, diffondendo quella in eccesso nella CER. Nel caso tu avessi una casa munita di fotovoltaico e l’energia raccolta superasse il fabbisogno, faresti parte di questa categoria;
  • produttore: membro della CER che produce e immette tutta l’energia nella rete di distribuzione locale, percependo un profitto sulla base dei consumi;
  • referente CER: questa è una figura amministrativa importante. Si occupa di monitorare la produzione e il consumo di energia e gestisce tutto ciò che riguarda i benefici (come gli incentivi) legati alla produzione di energia pulita.

3.  Perché la comunità energetica rinnovabile è utile agli obiettivi ESG

Se ci rifletti da un punto di vista ambientale, è facile capire perché le CER supportano gli obiettivi ESG. Uno dei risultati che l'Europa vuole ottenere entro il 2030 è quello di ridurre del 55% la quantità di CO2 che generiamo.

Creare comunità energetiche rinnovabili può diventare più che strategico per raggiungere questo scopo, perché:

  • producono energia pulita destinata all’autoconsumo, quindi non inquinano per loro natura;
  • ridistribuiscono l’eccesso energetico all’esterno, fornendo ad aziende e persone un’alternativa rispetto all'energia prodotta da fonti inquinanti.

L’ambiente, però, è solo una delle dimensioni ESG. Mancano all’appello la componente sociale e di governance.

In che modo la CER può renderle sostenibili?

Per la dimensione sociale, ti abbiamo fatto un piccolo spoiler nel paragrafo precedente.
Il ricavato proveniente dalla vendita dell'energia stoccata e non consumata viene frequentemente reinvestito in progetti sociali a beneficio non solo della CER, ma di tutti.

Spesso, le CER sono protagoniste di campagne di sensibilizzazione su tematiche sostenibili come l’educazione ambientale, il cambiamento climatico, l’educazione civica. Temi che richiedono la partecipazione e il coinvolgimento della collettività, valore alla base dell’impegno sociale.

La risposta a quale legame c’è tra governance e CER ce la fornisce la trasparenza su cui si fonda questa comunità. Le CER si basano su forme giuridiche come le cooperative e le associazioni, quindi ogni decisione presa deve essere condivisa con ogni stakeholder, dalle persone alle aziende.

In più, ricordati che in queste comunità il costo dell’energia è notevolmente più basso, il che permette alle famiglie a basso reddito di accedere a condizioni di vita adeguate.

4.  Scopriamo la rete italiana delle CER

In Italia puoi trovare diversi progetti sostenibili che riguardano le CER.

L'Electricity Market Report 2025 del Politecnico di Milano ha mappato 876 configurazioni di autoconsumo diffuso attive. Di queste, 421 sono Comunità Energetiche Rinnovabili ufficialmente costituite, generalmente di piccole dimensioni: circa 17 kW di potenza ciascuna.

E dove si trovano maggiormente? La distribuzione sul territorio è più equilibrata rispetto al passato. Lombardia e Piemonte restano in testa, rispettivamente con 141 e 114 unità, ma rappresentano oggi “solo” il 29% del totale. Seguono Sicilia (104), Veneto (87), Trentino Alto-Adige (59), Emilia-Romagna (55), Puglia e Campania (37) e Toscana (35).

Insomma, le CER si diffondono con sempre maggiore rapidità e rappresentano un’ottima soluzione per raggiungere diversi obiettivi ESG che l’Europa si è prefissata per il 2030.

Le comunità energetiche rinnovabili offrono enormi benefici dal punto di vista ambientale, sociale ed economico: esattamente quello che ci si aspetta quando si parla di interventi per lo sviluppo sostenibile.

 

Lavorare in Acinque significa svegliarsi ogni giorno sapendo di contribuire a un mondo migliore: entra nel team!

IN BREVE

Le Comunità energetiche rinnovabili (CER) sono un chiaro esempio di equilibrio tra territorio e natura, e di come la raccolta di energia da fonti sostenibili possa portare benefici ambientali, sociali ed economici a tutta la comunità.

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