2. A che punto siamo in Italia con l’Agenda al 2025
Il Rapporto SDGs 2025 di ISTAT offre uno sguardo dettagliato dello stato di avanzamento dell’Agenda 2030 in Italia. Il quadro che emerge evidenzia progressi selettivi e criticità persistenti, con differenze marcate in base a territori e ambiti di intervento.
Nel Nord Italia diverse regioni registrano performance favorevoli su numerosi indicatori, in particolare negli obiettivi legati a lavoro dignitoso, riduzione della povertà e gestione delle risorse. Lombardia, Valle d’Aosta e Friuli-Venezia Giulia mostrano una quota elevata di misure in area positiva. Emilia-Romagna e le Province autonome di Trento e Bolzano si distinguono per risultati legati alla riduzione delle disuguaglianze e all’uso efficiente dell’acqua.
Nel Centro Italia, Marche e Toscana presentano un buon equilibrio tra indicatori economici e sociali, con risultati significativi su inclusione, occupazione e sicurezza alimentare. Il Lazio concentra invece fragilità su parità di genere, disuguaglianze di reddito e qualità delle istituzioni.
Nel Sud Italia il quadro appare più frammentato. Abruzzo, Molise e Basilicata mostrano miglioramenti sui Goal ambientali. Puglia e Sardegna emergono per la qualità delle acque e la diffusione dell’agricoltura biologica. Calabria e Sicilia registrano segnali positivi legati alla tutela degli ecosistemi terrestri.
Sul fronte energetico, l’Italia registra una crescita costante delle fonti rinnovabili, che coprono circa un quinto dei consumi finali lordi. Il report segnala un’evoluzione positiva del sistema, accompagnata da una riduzione dei consumi energetici residenziali e da una maggiore attenzione all’efficienza. Allo stesso tempo, il divario rispetto agli obiettivi fissati per il 2030 evidenzia la necessità di rafforzare gli investimenti in produzione rinnovabile, reti e innovazione tecnologica.