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Lavoro agile, orario flessibile, smart working facciamo chiarezza
Lavoro agile, orario flessibile, smart working: facciamo chiarezza
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Quante volte hai sentito parlare di smart working?

Dal collega o dalla collega che annuncia “lavorerò in smart questo venerdì”, alle conversazioni sui vantaggi di questo approccio quando si tratta di gestire le attività. 

Tutti sanno cosa significa smart working, ma se iniziamo a interrogarci sulle differenze rispetto al lavoro agile, o all’orario flessibile, si fa ancora fatica a fare chiarezza.

In effetti, questi termini fanno riferimento al medesimo contesto ed è normale confonderli.
Ma come vedremo in questo articolo, non sono assolutamente la stessa cosa.

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1. La differenza principale tra lavoro agile e smart working

Partiamo con una definizione: il lavoro agile è un approccio che le aziende applicano per aiutare le persone a gestire le attività con maggiore libertà. 

Cosa limita la libertà di una persona nel contesto lavorativo? I vincoli spaziali (come il lavoro esclusivamente in sede) e temporali (come un orario di lavoro rigido).

Il lavoro agile abbatte queste barriere attraverso: 

  • iniziative di smart working;
  • modelli di orario flessibile
  • spazi di lavoro a misura di persona e di attività.

Il lavoro agile è quindi una mentalità flessibile che adatta il contesto aziendale per mettere le persone al centro. 

Lo smart working, da un punto di vista normativo, può essere considerato un sinonimo del lavoro agile, ma nella pratica riguarda la possibilità di lavorare in uno spazio diverso dalla sede dell’azienda. Hai presente quando si parla di lavoro da remoto e lavoro ibrido? Ecco, queste sono tipologie di smart working.

L’orario flessibile, invece, rappresenta un metodo di gestione dell’orario di lavoro diverso da quello tradizionale.

2. Esempi di lavoro agile: dall’orario flessibile allo smart working

Ti ricordi la definizione che abbiamo dato al lavoro agile? È un approccio pensato per mettere le persone nelle condizioni di svolgere le attività con autonomia e libertà.

Le principali iniziative di lavoro agile intervengono su:

  • tempo (ne è un esempio l’orario flessibile);
  • spazio (uffici smart e progetti di smart working).

2.1 Come funziona l’orario flessibile

Uno dei maggiori ostacoli alla gestione flessibile delle attività è la rigidità dell’orario di lavoro. Concorderai anche tu che lavorare dalle 09:00 alle 18:00 secondo uno schema rigido si adatta poco all’approccio flessibile.

Ecco perché molte aziende considerano alternative come:

  • intervalli di tolleranza: sono finestre flessibili in entrata e in uscita dal lavoro;
  • orario concentrato: le persone possono rinunciare volontariamente alla pausa pranzo per terminare in anticipo la giornata lavorativa;
  • compresenza: l’azienda definisce delle fasce orarie in cui la presenza in sede è obbligatoria. La gestione delle ore rimanenti è autonoma.
  • lavoro per obiettivi: modello che si basa sul raggiungimento degli obiettivi, senza vincoli minimi di orario.

Tra le nuove declinazioni dell’orario flessibile trovi anche la settimana corta. Ma poche aziende la mettono in pratica, al momento.

2.2 Ridefiniamo gli spazi: smart working e smart office

Se l’orario flessibile declina la flessibilità delle tempistiche di lavoro, le iniziative di smart working si concentrano sul rendere flessibile lo spazio

Nell’articolo sulla storia dello smart working, abbiamo visto come il principio della flessibilità sia nato proprio con il lavoro da remoto per evitare che tutte le persone dovessero recarsi insieme nel medesimo luogo e alla stessa ora.

Da questo presupposto nasce lo smart working, che oggi include:

  • il lavoro ibrido, modello che comprende giorni di presenza e da remoto;
  • lavoro da remoto: in questo caso, la presenza in sede non è prevista.

Ma lo smart working è solo una delle strade da percorrere quando si parla di spazi flessibili: anche un ufficio può diventare più flessibile.

Lo smart office, per esempio, riguarda la costruzione degli spazi a misura di persona. 

Immagina di lavorare in un ufficio in cui ogni area risponde a determinate necessità, anziché in un ambiente di lavoro fatto solo di muri separatori e scrivanie.

Uno spazio creativo se hai bisogno di concentrarti o fare brainstorming, oppure un box insonorizzato per seguire le riunioni in tranquillità. 

O ancora, aree per il relax o spazi dotati di tutto il necessario per seguire meeting in modalità ibrida.

Il lavoro agile raccoglie quindi tutte le iniziative che un’azienda porta avanti per adeguare l’ambiente di lavoro alle persone. L’orario flessibile rende più agile la gestione del tempo di lavoro, mentre lo smart working permette di lavorare in un luogo al di fuori della sede di lavoro. 

Ora conosci alla perfezione cosa significa adottare un approccio di lavoro flessibile e cosa c’entrano smart working e orario flessibile! 

Se vuoi approfondire il tema leggi i nostri articoli sulla flessibilità e, se stai cercando un nuovo percorso lavorativo, clicca sul bottone e candidati!

IN BREVE

Lavoro agile, orario flessibile, smart working: sono la stessa cosa o ci sono differenze? Questi tre termini lavorano tutti nello stesso contesto, con l’obiettivo integrato di mettere le persone al centro e migliorare l’esperienza lavorativa, ma anche se il loro scopo è comune, il significato è molto diverso.

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