2.2 Ridefiniamo gli spazi: smart working e smart office
Se l’orario flessibile declina la flessibilità delle tempistiche di lavoro, le iniziative di smart working si concentrano sul rendere flessibile lo spazio.
Nell’articolo sulla storia dello smart working, abbiamo visto come il principio della flessibilità sia nato proprio con il lavoro da remoto per evitare che tutte le persone dovessero recarsi insieme nel medesimo luogo e alla stessa ora.
Da questo presupposto nasce lo smart working, che oggi include:
- il lavoro ibrido, modello che comprende giorni di presenza e da remoto;
- lavoro da remoto: in questo caso, la presenza in sede non è prevista.
Ma lo smart working è solo una delle strade da percorrere quando si parla di spazi flessibili: anche un ufficio può diventare più flessibile.
Lo smart office, per esempio, riguarda la costruzione degli spazi a misura di persona.
Immagina di lavorare in un ufficio in cui ogni area risponde a determinate necessità, anziché in un ambiente di lavoro fatto solo di muri separatori e scrivanie.
Uno spazio creativo se hai bisogno di concentrarti o fare brainstorming, oppure un box insonorizzato per seguire le riunioni in tranquillità.
O ancora, aree per il relax o spazi dotati di tutto il necessario per seguire meeting in modalità ibrida.
Il lavoro agile raccoglie quindi tutte le iniziative che un’azienda porta avanti per adeguare l’ambiente di lavoro alle persone. L’orario flessibile rende più agile la gestione del tempo di lavoro, mentre lo smart working permette di lavorare in un luogo al di fuori della sede di lavoro.
Ora conosci alla perfezione cosa significa adottare un approccio di lavoro flessibile e cosa c’entrano smart working e orario flessibile!
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