3. I principi che guidano l’approccio flessibile di Acinque
Per garantire il work-life balance attraverso lo smart working, non basta concedere giornate da remoto.
Servono anche delle indicazioni che aiutino le persone a capire come approcciarsi correttamente a questa modalità di lavoro.
Il modello flessibile di Acinque, per esempio, prevede che l'orario individuale di lavoro, le responsabilità e i diritti - compresi buoni pasto e copertura assicurativa - rimangano identici a prescindere da dove ci si trovi a lavorare. Ogni persona può contare sull'ascolto e sul supporto del proprio responsabile, figura di riferimento per il confronto quotidiano e per la crescita professionale.
Anche le pratiche organizzative riflettono questa attenzione: le riunioni vengono pianificate con tempi-cuscinetto tra una e l'altra, per lasciare spazio al lavoro di pensiero e al recupero delle energie; le comunicazioni fuori orario privilegiano la consegna ritardata, così da tutelare il diritto alla disconnessione di chi le riceve; l'agenda elettronica condivisa rende visibile la programmazione di progetti e impegni, semplificando il coordinamento tra team distribuiti sul territorio.
A completare il quadro, le linee guida a supporto, consegnate alla sottoscrizione dell'accordo di smart working, pensate per accompagnare l'ingresso in una modalità di lavoro che chiede autonomia e metodo insieme.
Introdurre lo smart working ci ha permesso di costruire un approccio organizzativo alla flessibilità che, oggi, si è dimostrato strategico per rispettare e garantire il work-life balance delle persone che lavorano in Acinque.