2. Da telecommuting a telelavoro: traduzione e primi passi
Le intuizioni americane impiegano poco tempo a fare il giro del mondo.
Nello stesso periodo, anche in Italia si comincia a parlare di telecommuting. O più correttamente, di lavoro a domicilio e telelavoro.
La Legge n. 877 del 1973 sancisce ufficialmente definizione e diritti del “lavoro a domicilio”.
“È lavoratore a domicilio chiunque, con vincolo di subordinazione, esegue nel proprio domicilio o in locale di cui abbia disponibilità, [...] lavoro retribuito per conto di uno o più imprenditori”.
La normativa in materia subirà poi diversi aggiornamenti nel corso dei decenni successivi, fino ad arrivare al 1998.
A cavallo del nuovo millennio, si discute ufficialmente di telelavoro.
La Legge n. 1191/1998 ne regola l’esecuzione, stabilendo:
- tutela dal punto di vista del salario;
- doveri del datore di lavoro nel fornire una strumentazione adeguata.
Ma per parlare di smart working ci vorrà ancora del tempo.
Nel 2004 l’Italia recepisce l’Accordo Quadro Europeo sul Telelavoro, che costruisce i pilastri dello smart working odierno:
- la volontarietà, ovvero l’adozione del telelavoro su base volontaria da ambedue le parti (persona e azienda);
- la prevenzione dell'isolamento, a carico del datore di lavoro;
- la riservatezza, riguardante l'installazione di strumenti di controllo.
Ma è nel 2017 che telelavoro e approccio flessibile si incontrano: grazie alla Legge n. 81/2017, nascono i concetti di “lavoro agile” e “smart worker”.
La normativa declina per la prima volta l’approccio flessibile come una modalità di lavoro utile a conciliare meglio la vita privata e lavorativa e nasce il modello di lavoro per obiettivi.
A differenza dell’Accordo sul Telelavoro, che prevede un’unica postazione fissa dove svolgere le attività, il “lavoro agile” introduce il modello ibrido a cui facciamo riferimento oggi.
L’evolversi dello smart working è accompagnato anche da una maggiore attenzione verso la salute mentale: sempre con la Legge n. 81/2017, nasce il “diritto alla disconnessione”.