1. Come funziona il lavoro da remoto
Spesso impropriamente confuso con il termine smart working, il lavoro da remoto viene dall’inglese remote work, dove indica una situazione lavorativa in cui i dipendenti hanno in dotazione dei computer portatili, nonché la possibilità di portarli a casa e collegarsi virtualmente ai server dell’ufficio, lavorando dunque da remoto.
Il lavoro da remoto consente sostanzialmente di svolgere le attività da qualsiasi luogo dotato di connessione, per questo è un modello basato su autonomia, pianificazione e responsabilità personale.
Inoltre, il remote work consente di avere più tempo per le proprie attività, un elemento che contribuisce non poco a una gestione più ordinata ed efficiente della giornata. Alcuni ambiti lavorativi, come sviluppo software, design o consulenza digitale, si adattano in modo naturale a questo modello.
La possibilità di gestire la giornata con maggiore autonomia consente di dedicare anche più tempo a se stessi, alla famiglia e ad attività extra-lavorative, riducendo lo stress e aumentando il benessere complessivo. Secondo l’Employer Brand Research, l’equilibrio tra vita privata e lavoro è infatti il primo fattore nella scelta di un datore di lavoro per il 59% degli intervistati.