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Welfare e wellbeing non sono la stessa cosa Differenze e relazioni
Welfare e wellbeing non sono la stessa cosa. Differenze e relazioni
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Welfare e wellbeing sono due facce della stessa medaglia? Non esattamente, ma hanno molto in comune.

Anzi, potremmo affermare che uno promuove l’altro.

Quali sono, però, le differenze tra i due termini e in che modo si incontrano Scopriamolo in questo articolo.

Abbiamo scritto una guida dedicata a chi lavora da remoto, pensata per aiutare a rendere il lavoro quotidiano più efficiente e produttivo, scaricala ora!

Guida

Come aumentare la tua produttività nel lavoro da remoto

1. Cosa c’entra il welfare con il wellbeing

Quando parliamo di benessere in azienda, parliamo anche di welfare.
Ma non sono la stessa cosa: il loro rapporto è più quello che esiste tra un obiettivo (il wellbeing) e uno strumento per raggiungerlo (il welfare).

Pensala così: il wellbeing è il tuo stato di benessere in relazione al luogo dove lavori e comprende la salute fisica, la salute mentale, l’equilibrio tra vita privata e aziendale e la tua soddisfazione in termini di crescita professionale.

Il welfare, invece, è un sistema di iniziative di carattere monetario e non che passano sotto la definizione di benefit. Questi “arricchiscono” il tuo stipendio e ti supportano nel mantenere le forme di benessere che abbiamo elencato sopra.

Quando la tua azienda ti fornisce buoni pasto, assistenza sanitaria integrativa, dispositivi aziendali (dal pc allo smartphone) o la possibilità di lavorare anche da casa, sta mettendo in funzione il proprio welfare per aiutarti a gestire al meglio la quotidianità.

Dato che il benessere diventa sempre più importante per le persone che valutano un posto di lavoro, le aziende devono adeguarsi e fare la loro parte. 

In che modo? Costruendo dei pacchetti di welfare aziendale che soddisfino le necessità mentali, fisiche, di equilibrio e di crescita, che orientano il benessere delle persone.

2. Come si riconosce un welfare che fa bene

Un welfare funziona nel momento in cui offre benefit che aiutano realmente le persone all’interno di un’azienda. E questo è il punto focale di tutto il rapporto tra welfare e benessere.

L’efficienza di un welfare non riguarda il numero di strumenti che offre. Potrebbe disporre di centinaia di benefit, ma se nessuno di essi risponde realmente alle esigenze della popolazione aziendale, allora non sarà uno strumento di supporto al benessere.

Per questo motivo, la qualità del welfare dipende dalla capacità dell’azienda di ascoltare i propri collaboratori e, sulla base di ciò che emerge, definire i benefit a supporto. 

La classifica Indeed sui benefit più richiesti del 2025 identifica tra i principali: 

  • i buoni pasto;
  • la flessibilità lavorativa (e i dispositivi per adottarla);
  • la copertura assicurativa;
  • la formazione;
  • le agevolazioni sportive.

È una coincidenza che i benefit della lista corrispondano alle aree con cui abbiamo identificato il benessere? Certo che no. Lo studio suggerisce come il welfare offra alle aziende l’occasione di promuovere il wellbeing e adattarlo alle esigenze personali.

E perché l’ascolto è così importante quando si parla di welfare? 

Secondo i risultati dell’Osservatorio sul Welfare, un indice che fotografa l’allineamento tra i bisogni delle persone e l’offerta dei piani welfare, il 69% degli intervistati ha un carico di cura (figli, persone anziane ecc). Per questo segmento, i benefit che riguardano programmi di assistenza sanitaria integrativa sono molto importanti

La Gen Z, invece, guarda maggiormente alla flessibilità come componente irrinunciabile del welfare. I Baby Boomer, a loro volta, tendono verso i benefit di carattere monetario (Osservatorio Edenred).

Sappiamo che il benessere è dato da un insieme di necessità, e che queste variano da persona a persona

Se il welfare è il mezzo con cui l'azienda soddisfa questi bisogni, allora deve essere personalizzabile in base alle persone a cui viene offerto. 

Per questo motivo, molte realtà utilizzano piattaforme digitali che danno alle persone la possibilità di decidere come costruire il proprio insieme di benefit disponendo, per esempio, di credito welfare.

3. Welfare, wellbeing e fatturato

La prima e principale relazione tra benessere e welfare è la capacità di quest’ultimo di promuovere il wellbeing. Ma c’è un altro tipo di relazione che dobbiamo considerare per capirne davvero l’importanza: il fatturato.

Un buon welfare equivale a benefit utili. Se hai accesso a benefit utili, raggiungi un livello più alto di benessere. Meno preoccupazioni e meno stanchezza mentale e fisica aumentano la produttività. E questa incrementa il fatturato.

Sintetizzando l’equazione, un buon welfare equivale a una crescita di fatturato, e lo dicono i numeri. 

Il rapporto Welfare Index ha dimostrato come le aziende che hanno migliorato la qualità del proprio piano welfare nel 2023 sono anche cresciute in termini di fatturato

E non è l’unico dato interessante: al miglioramento del welfare diminuisce anche il tasso di indebitamento e aumenta il grado di competitività dell’azienda nel mercato di riferimento.

Quindi, chi ci guadagna promuovendo il wellbeing attraverso il welfare? Tutti, dai collaboratori all’azienda. Trattare di tematiche collegate al benessere è davvero importante e il suo valore non si limita alla pura informazione.

Conoscere il significato e il legame che esiste tra welfare e wellbeing ti permette di valutare in modo corretto la capacità del tuo ambiente di lavoro di aiutarti a stare bene

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IN BREVE

Wellbeing e welfare sono due concetti diversi, ma condividono lo stesso contesto: lo stato di benessere delle persone in relazione ai benefit che offre loro l’azienda. Ogni organizzazione ha un impatto diretto sul wellbeing delle persone e uno degli strumenti principali per promuoverlo è proprio il piano welfare. Un welfare personalizzato e modulabile è il modo migliore per aumentare il benessere delle persone, in base alle loro necessità, spesso diverse, e che possono cambiare nel tempo. Maggior benessere significa anche maggiore competitività dell’azienda, anche in termini di fatturato.

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