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Disabilità e lavoro: tutto quello che ti serve sapere
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L’inclusione delle persone con disabilità nel mondo del lavoro rappresenta una delle grandi sfide socio-culturali della nostra società. Parlare di disabilità e lavoro oggi significa affrontare una sfida ancora molto aperta, e in Italia, come nel resto d’Europa, molte persone con disabilità restano fuori dal mercato del lavoro.

Secondo il Global Disability Inclusion Report delle Nazioni Unite (pag. 29), solo il 27% delle persone con disabilità in età lavorativa ha un lavoro. Questo divario si traduce anche in una perdita economica complessiva: meno persone occupate significa meno partecipazione produttiva e quindi un minore contributo al PIL.

La buona notizia è che qualcosa si sta muovendo: la Commissione europea, attraverso il Disability employment package 24-25, ha indicato tra le priorità degli Stati membri, l’aumento della partecipazione lavorativa e la creazione di posti accessibili.

Guida

Scopri come rendere il tuo ambiente di lavoro inclusivo

1. Disabilità e lavoro: dalla definizione al collocamento mirato

Cosa intendiamo con disabilità?

Uno degli aspetti più significativi e qualificanti del D.Lgs. n. 62/2024 riguarda proprio la definizione della «condizione di disabilità». In particolare, ai sensi dell’articolo 2, comma 1, lettera a), questa deve intendersi ora come la «duratura compromissione fisica, mentale, intellettiva, del neurosviluppo o sensoriale [della persona] che, in interazione con barriere di diversa natura, può ostacolare la piena ed effettiva partecipazione nei diversi contesti di vita su base di uguaglianza con gli altri».

Da quasi trent’anni, il punto di riferimento per la disabilità nel mondo del lavoro è la Legge 68 del 1999, tuttora in vigore. Questa norma ha cambiato radicalmente il modo in cui si parla di inserimento lavorativo. 

In passato le aziende erano semplicemente obbligate ad assumere una certa quota di persone con disabilità, senza troppe attenzioni al tipo di mansione. Con questa legge è stato introdotto il principio del “collocamento mirato”: un approccio più intelligente e umano, che punta a mettere la persona giusta al posto giusto, valorizzando le sue reali capacità.

In pratica, il collocamento mirato ti permette di iscriverti a una lista gestita dai Centri per l’Impiego del tuo territorio. Da lì inizia un percorso che mette in relazione il tuo profilo professionale con le opportunità disponibili, tenendo conto non solo delle competenze, ma anche delle condizioni che possono rendere un ambiente di lavoro davvero accessibile. 

Per entrare in questo percorso bisogna essere disoccupati e avere un riconoscimento ufficiale di invalidità rilasciato dall’INPS.

2. Disabilità e lavoro: le novità da sapere

È bene conoscere alcune novità importanti per chi vive il tema disabilità e lavoro da vicino.
Con il Decreto Legislativo 62/2024, si stabilisce che ogni datore di lavoro deve mettere le persone nelle condizioni di lavorare bene, offrendo strumenti e adattamenti quando servono.

Un’altra novità riguarda le imprese: grazie alla UNI/PdR 159:2024, le aziende oggi hanno una vera e propria guida per costruire ambienti inclusivi. Il documento spiega come organizzarsi, quali ruoli attivare e come misurare i risultati. Lo puoi trovare qui.

C’è anche una novità pratica: da dicembre 2024 la Carta Europea della Disabilità è anche digitale, disponibile su App IO.

Questo è uno strumento utile per accedere a servizi, agevolazioni e percorsi che possono sostenere chi lavora o sta cercando un impiego.

3. Disabilità e lavoro: come riconoscere un ambiente inclusivo

Quando ti candidi, capire se un’azienda è davvero inclusiva può farti risparmiare tempo ed energie, prima, durante e dopo la selezione. E per farlo, ci sono segnali precisi che puoi imparare a riconoscere.

Un ambiente attento alla disabilità e lavoro comunica in modo trasparente: parla di diversità, accessibilità e benessere nelle sue pagine e negli annunci, e mostra i programmi  e le esperienze realizzate a riguardo tra formazione, mentoring o figure dedicate.

Le aziende che seguono la prassi UNI/PdR 159:2024 hanno ruoli specifici per monitorare e migliorare i processi interni. Questo garantisce che l’impegno non resti solo sulla carta.

Nel Gruppo Acinque incoraggiamo tutte e tutti ad essere sé stessi, valorizziamo le competenze di ogni persona e sosteniamo attivamente la crescita professionale, con l’obiettivo di creare le condizioni affinché si possa lavorare bene, sentirsi parte di un gruppo in cui contribuire in modo partecipativo.

Per concludere, le normative aiutano, ma il cambiamento vero arriva quando un’azienda sceglie di guardare le persone e il loro talento prima di tutto il resto. È lì che il lavoro diventa uno spazio aperto, dove ognuno può portare il proprio contributo e sentirsi parte di qualcosa di reale.

Se stai cercando lavoro, saremo felici di ricevere la tua candidatura.

IN BREVE

Le nuove regole su disabilità e lavoro cambiano il modo di pensare l’inclusione: con il Decreto 62/2024 e la UNI/PdR 159:2024, il lavoro diventa più accessibile e le aziende hanno strumenti validi per essere inclusive davvero. Il collocamento mirato aiuta a valorizzare le competenze e a trovare il posto giusto, mentre la Carta europea della disabilità, ora anche digitale, semplifica l’accesso a servizi e opportunità.

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