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Congedo parentale: cosa prevede la legge in Italia
Congedo parentale: cosa prevede la legge in Italia
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Il congedo parentale è il diritto per i neo-genitori di dedicarsi alla cura della prole nei primi anni di vita, permettendo così di bilanciare al meglio ogni nuova esigenza familiare e la propria carriera professionale.

Questo articolo fa il punto sulla normativa aggiornata al 2026, con tutte le novità introdotte dall’ultima legge di bilancio.

1. Cos'è il congedo parentale

Il congedo parentale è un periodo di astensione facoltativa dal lavoro che spetta a entrambi i genitori per prendersi cura del figlio nei suoi primi anni di vita. Non va confuso con il congedo di maternità obbligatorio, che dura cinque mesi ed è retribuito al 100%: il congedo parentale viene dopo, è una scelta, e ha regole economiche diverse.

È uno strumento che rientra a pieno titolo nel perimetro del welfare aziendale, insieme ad altri benefit pensati per supportare la vita delle persone dentro e fuori dall'ufficio.

2. Chi può richiederlo

Il congedo parentale spetta ai lavoratori dipendenti, sia del settore pubblico che privato, in costanza di rapporto di lavoro. Possono richiederlo sia la madre che il padre, indipendentemente l'uno dall'altro: il diritto è individuale.

Il padre può usufruirne anche se la madre non lavora. Anche i genitori adottivi e affidatari hanno gli stessi diritti dei genitori biologici, con la differenza che i termini decorrono dall'ingresso del minore in famiglia, indipendentemente dalla sua età al momento dell'adozione.

Non hanno invece diritto al congedo parentale:

  • i lavoratori domestici;
  • i lavoratori a domicilio;
  • i lavoratori il cui rapporto di lavoro sia cessato o sospeso.

Anche i lavoratori autonomi possono accedere a una forma di congedo parentale, ma con regole distinte: spetta fino a tre mesi entro il primo anno di vita del bambino, a condizione di aver versato almeno tre mesi di contributi.

Quanto dura il congedo parentale?

La durata massima complessiva tra i due genitori è di dieci mesi, elevabili a undici se il padre si astiene dal lavoro per almeno tre mesi, continuativi o frazionati.

Nel dettaglio:

  • la madre può prendere fino a sei mesi, continuativi o frazionati;
  • il padre fino a sei mesi, che diventano sette se ne fruisce almeno tre;
  • il genitore solo fino a undici mesi.

I periodi possono essere fruiti anche contemporaneamente. È possibile frazionarli a giorni o, dove previsto dalla contrattazione collettiva, anche a ore - fino alla metà dell'orario giornaliero.

Il congedo parentale è fruibile fino al compimento del quattordicesimo anno di vita del figlio. Attenzione però: l'indennità INPS non copre tutto questo arco di tempo. Ne parliamo nel paragrafo successivo.

4. Quanto viene pagato

Durante il congedo parentale i genitori hanno diritto a un'indennità erogata dall'INPS, anticipata nella maggior parte dei casi dal datore di lavoro. L'importo varia in base al periodo di fruizione e all'età del figlio.

La struttura base prevede un'indennità pari al 30% della retribuzione media giornaliera per un massimo di nove mesi complessivi tra i due genitori, fruibili entro il quattordicesimo anno di vita del figlio. Tre mesi spettano alla madre e non sono trasferibili al padre, tre spettano al padre e non sono trasferibili alla madre, e tre sono condivisi in alternativa tra i due.

Per i periodi che eccedono i nove mesi indennizzati, l'indennità al 30% è riconosciuta solo se il reddito individuale del genitore richiedente è inferiore a 2,5 volte l'importo annuo del trattamento minimo di pensione. Dai sei anni di età del figlio in poi, il congedo è possibile ma non retribuito.

Sono però coperti da contribuzione figurativa ai fini pensionistici anche i periodi non indennizzati.

5. Le novità dal 2023 al 2026

Le ultime leggi di bilancio dal 2023 al 2025 hanno progressivamente aumentato la copertura economica per i periodi di congedo fruiti entro i sei anni di vita del figlio.

La legge di bilancio 2026 ha invece agito sulla durata: il congedo parentale ordinario è ora fruibile fino al quattordicesimo anno di vita del figlio, rispetto ai dodici anni precedenti. La stessa estensione si applica ai figli con disabilità.

Un dettaglio importante: le leggi di bilancio non aggiungono mesi di congedo, ma aumentano la percentuale di indennità per i mesi già previsti. Il monte complessivo rimane invariato.

Questi aggiornamenti si inseriscono in un quadro più ampio di attenzione alla genitorialità, che include anche altri strumenti come i fringe benefit, i buoni pasto e l’assistenza sanitaria integrativa.

6. Come si fa domanda

La domanda va presentata all'INPS in via telematica, attraverso il portale online con credenziali SPID o CIE, oppure tramite il Contact Center, o attraverso un ente di patronato.

La regola fondamentale è una sola: la domanda deve essere presentata prima dell'inizio del periodo di congedo. Se viene presentata in ritardo, l'indennità viene riconosciuta solo a partire dalla data di invio, non da quella di inizio dell'assenza. Per i congedi continuativi si consiglia di presentarla almeno cinque giorni prima; per quelli brevi o frazionati, almeno due.

Per i lavoratori dipendenti, l'indennità viene di norma anticipata dal datore di lavoro e successivamente rimborsata dall'INPS. Solo per alcune categorie specifiche - come gli operai agricoli e i lavoratori dello spettacolo a tempo determinato - il pagamento avviene direttamente da parte dell'INPS.

7. Cosa succede al posto di lavoro durante il congedo

Durante il congedo parentale, il lavoratore conserva il proprio posto. Il datore di lavoro non può procedere al licenziamento, salvo casi eccezionali come la cessazione dell'attività o una colpa grave del dipendente non correlata al congedo. Al rientro, il lavoratore ha diritto a riprendere la stessa posizione, con la stessa qualifica e gli eventuali aumenti retributivi maturati nel frattempo.

Tutti i periodi di congedo - compresi quelli non retribuiti tra i sei e i quattordici anni del figlio - sono coperti da contribuzione figurativa. Questo significa che vengono conteggiati ai fini del raggiungimento dei requisiti pensionistici, senza ridurre l'importo della pensione futura per i periodi indennizzati.

Il congedo parentale si affianca ad altri strumenti che le aziende possono mettere a disposizione per supportare le famiglie dei dipendenti: dalla banca ore al rimborso spese scolastiche, fino alla previdenza complementare. Capire cosa prevede il tuo contratto - e cosa offre la tua azienda - è il primo passo per usare questi strumenti al meglio.

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IN BREVE

Il congedo parentale è un'astensione facoltativa dal lavoro riconosciuta a entrambi i genitori lavoratori dipendenti. La durata massima complessiva è di dieci mesi (undici se il padre ne fruisce almeno tre). È fruibile fino al quattordicesimo anno di vita del figlio, ma l'indennità INPS copre solo i periodi entro i sei anni (al 30%) e, per un massimo di tre mesi, all'80%. La domanda va presentata all'INPS prima dell'inizio del congedo, in via telematica. Durante il congedo il posto di lavoro è tutelato e il periodo è coperto da contribuzione figurativa.

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