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Gender pay gap in Italia: dati e posizionamento
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Quando si parla di gender pay gap in Italia, ci si addentra in uno dei temi complessi del mondo del lavoro: la differenza, ancora evidente, tra quanto guadagnano donne e uomini a parità di ruolo e non solo.

Quando si parla di gender pay gap in Italia, ci si addentra in uno dei temi complessi del mondo del lavoro: la differenza, ancora evidente, tra quanto guadagnano donne e uomini a parità di ruolo e non solo.

Ogni anno, il World Economic Forum misura questa distanza nel suo Global Gender Gap Report, e i risultati del 2025 raccontano un Paese che si muove, ma con lentezza.

L’Italia migliora di poco e resta indietro rispetto ai partner europei.

Crescono le donne laureate, aumenta la loro presenza in politica e nella pubblica amministrazione, ma il mercato del lavoro continua a penalizzarle in termini di retribuzione e carriera.

In questo articolo facciamo il punto della situazione: analizziamo i dati più recenti sul Gender pay gap in Italia, le cause che ancora frenano la piena parità economica e sociale, e le iniziative istituzionali, come il Piano di Uguaglianza di Genere 2025–2027 dell’ISTAT, che provano a cambiare la rotta.

Infografica

Le 5 statistiche che (forse) non conoscevi sulla DE&I in Italia

1. Gender pay gap in Italia: i dati 2025 del Global Gender Gap Index

Nel 2025 l’Italia guadagna due posizioni nel Global Gender Gap Report del World Economic Forum, l’indice che misura la parità in quattro aree: economia, educazione, salute e politica.

L’Italia si trova all’85° posto su 148 Paesi analizzati. Il punteggio complessivo è di 0,704, segno che il Paese ha colmato il 70,4% del divario di genere. Un passo avanti rispetto al 2024, salendo di 2 posizioni, ma ancora lontano dalla media europea e dalle prime 50 posizioni.

Sul fronte dell’istruzione, il risultato è: 0,998 punti e 51° posto nel mondo, inoltre le donne studiano e si laureano più degli uomini. Sul tema salute, l’Italia ha uno score di 0,966. La partecipazione economica tocca solo lo 0,599, e posiziona il nostro Paese al 117° posto.

È il punto critico del Gender pay gap in Italia: le donne dirigenti sono ancora poche, guadagnano meno e avanzano più lentamente.

Sul piano politico, il punteggio è 0,255 (65° posto). In Parlamento le donne sono quasi la metà, ma ai vertici la presenza si riduce: solo 33,3% dei ministri è donna.

2. Gender pay gap: il nodo economico in Italia

Quando si parla di Gender pay gap non si parla solo di retribuzione, anzi si parla anche di accesso, riconoscimento e possibilità di crescita professionale.

Oggi nel nostro Paese solo il 41,5% delle donne lavora, contro il 58,8% degli uomini. Il differenziale di reddito stimato è del -43% e appena il 38,8% dei ruoli dirigenziali è ricoperto da donne.

È un circolo vizioso: meno partecipazione significa meno potere, e meno potere porta a retribuzione inferiore. Le donne continuano a sostenere gran parte del lavoro di cura, e quasi la metà (49,8%) lavora part-time, spesso non per scelta. Nei settori STEM (scientifici e tecnologici), la presenza femminile è solo del 15,8%.

Il problema non è la mancanza di competenze, ma la mancanza di opportunità per valorizzarle. Il mercato del lavoro italiano, ancora rigido e poco flessibile, fatica ad accogliere modelli più inclusivi.

Il Gender pay gap in Italia è anche un problema economico: meno donne che lavorano significa meno produttività e meno innovazione.

Colmare il divario, oltre a essere una questione etica, è anche un motore per la crescita del Paese.

3. Gender pay gap: il Piano di Uguaglianza di Genere 2025–2027

Per ridurre il Gender pay gap in Italia, l’ISTAT ha introdotto il Piano di Uguaglianza di Genere 2025–2027, un progetto triennale che si fonda su questi capisaldi di intervento concreto:

  1. Conciliazione tra lavoro e vita privata (smart working, flessibilità)
  2. Parità nella leadership e nei processi decisionali
  3. Reclutamento e carriera neutrali rispetto al genere
  4. Inclusione della prospettiva di genere nella ricerca
  5. Prevenzione della violenza di genere sul lavoro

Il Piano ci ricorda che la svolta passa dalla cultura, non solo dalle regole. Serve una leadership che ascolti, coinvolga e riconosca il valore delle persone indipendentemente dal genere.

In Acinque crediamo nella parità di genere, nella cultura del lavoro equa e inclusiva, dove le persone possano esprimere tutto il loro potenziale.

Se la pensi come noi, saremo felici di ricevere la tua candidatura.

IN BREVE

Nel 2025 l’Italia migliora leggermente nel Global Gender Gap Index, ma la parità economica rimane lontana. Il Piano di Uguaglianza di Genere 2025–2027 dell’ISTAT punta alla flessibilità e alla leadership inclusiva per appianare il divario. Oltre le leggi e le policy, il cambiamento passa dalla cultura, e dalla considerazione equa, a monte, di professionalità e competenze delle donne, allo stesso modo degli uomini.

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