4. Il ruolo della formazione
Un altro aspetto su cui le aziende devono soffermarsi per affrontare con efficacia il tema della parità salariale è la formazione dei propri manager.
Molto spesso, la valutazione di un profilo professionale, sia in fase di onboarding che nell’eventualità di un avanzamento di carriera, viene influenzata da alcuni bias.
Questo termine si riferisce a tutti quegli stereotipi che, culturalmente parlando, abbiamo incamerato e che guidano il nostro giudizio.
La bassa percentuale di donne in ruoli decisionali dimostra come sia più difficile, per una donna, non essere valutata a prescindere dal suo genere.
Ecco perché è fondamentale formare la propria popolazione aziendale, soprattutto i manager , affinché si possa valutare una persona in modo equo e il più possibile oggettivo, a prescindere dal genere.
Politiche retributive, audit, maggiore inclusione nei ruoli manageriali e formazione rispondono alla stessa necessità: raggiungere la parità di genere sul luogo di lavoro, sia in termini di retribuzione sia nei ruoli di decision making.
Nonostante la trasparenza stia per diventare un obbligo di legge, oggi poche aziende italiane si stanno adeguando, ma gli esempi europei dimostrano come il modello della pay transparency sia senza dubbio applicabile: basta che alla base ci sia un reale interesse da parte delle aziende nell’abbattere il divario retributivo di genere per poterla mettere in atto.
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