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Tutte le strategie per l’equità di genere in Europa
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L’equità di genere parte da un presupposto tanto semplice quanto sconfortante: donne e uomini non hanno le stesse condizioni di partenza, e riconoscerlo è il primo passo per colmare gli squilibri.

Essere “equi” non significa tanto trattare tutte e tutti allo stesso modo, ma garantire a ciascuno le stesse opportunità, diritti e possibilità di crescita, anche attraverso percorsi diversi.

Spesso si parla di “parità” ed “equità” come se fossero sinonimi, ma non lo sono. La parità riguarda l’uguaglianza formale, mentre l’equità guarda all’uguaglianza sostanziale: ciò che serve davvero per raggiungere risultati giusti e paritari per tutti gli individui.

Nel tempo, il termine “equità” è stato talvolta frainteso, usato in modi che hanno finito per rafforzare stereotipi anziché superarli. Qui, invece, vogliamo restituirgli il suo significato più autentico: quello di un approccio inclusivo, capace di valorizzare le differenze e promuovere un equilibrio reale tra i generi.

Vediamo allora come l’Unione Europea sta lavorando in questa direzione.

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1. Equità di genere e Strategia europea

Dal 2020, la Commissione europea ha avviato la Strategia per la parità di genere 2020-2025. L’obiettivo è quello di garantire che ogni donna e ogni uomo in Europa abbiano le stesse possibilità di partecipare e crescere, in sicurezza e con pari riconoscimento.

La strategia si muove su due binari: azioni mirate per ridurre le disuguaglianze e integrazione della prospettiva di genere in ogni politica europea.

Ecco, in modo sintetico, cosa fa nel concreto.

Sicurezza

L’Europa punta a eliminare la violenza di genere e gli stereotipi che la alimentano.

  • Ha rafforzato le norme contro molestie e abusi, anche online, creando un quadro comune di tutele.
  • Promuove dati condivisi e campagne culturali per combattere i pregiudizi e migliorare la prevenzione.
  • Sostiene l’applicazione della Convenzione di Istanbul, con programmi di protezione e formazione in tutti i Paesi membri.

Per te, tutto questo significa ambienti di lavoro più sicuri, più consapevoli e con regole chiare di rispetto reciproco, come succede in Acinque.

Lavoro, tempo libero, e retribuzione

Uno dei pilastri della strategia è ridurre i divari economici tra donne e uomini.

  • Con la direttiva sulla trasparenza retributiva, le aziende devono rendere visibili le fasce salariali e correggere eventuali differenze ingiustificate.
  • Viene incoraggiato l’equilibrio tra vita e lavoro, con congedi più flessibili e servizi di cura accessibili.
  • L’UE sostiene investimenti per nidi e servizi all’infanzia, così da facilitare la partecipazione al lavoro.
  • Incentiva la formazione e l’accesso delle donne ai settori STEM e digitali, dove la presenza femminile è ancora bassa.

Leadership e rappresentanza

L’Europa vuole più equilibrio nei luoghi dove si decide.

  • Con la direttiva Women on Boards ha fissato obiettivi minimi di presenza femminile nei consigli di amministrazione.
  • Sostiene programmi di mentoring e networking per creare modelli di leadership inclusiva.
  • Monitora i progressi tramite l’EIGE (Istituto Europeo per l’Uguaglianza di Genere) e le relazioni annuali della Commissione.

Quando in un’azienda le decisioni sono prese da persone diverse tra loro, le idee si moltiplicano e le soluzioni diventano più giuste per ogni persona.

Una visione che attraversa tutto

L’Europa applica il cosiddetto gender mainstreaming: significa guardare ogni scelta pubblica e privata attraverso la lente dell’equità di genere.
Che si parli di energia, innovazione o transizione verde, le politiche europee devono valutare l’impatto che hanno su donne e uomini, e garantire equilibrio nelle opportunità.

La Commissione Europea coordina questo programma trasversale, lavorando con imprese, enti locali e cittadini per creare una cultura comune dell’equità.

2. Le azioni per l’equità di genere che cambiano il lavoro

Negli ultimi anni, l’Unione europea ha approvato direttive che incidono direttamente sulla vita lavorativa.
Tra le più importanti c’è quella sulla trasparenza retributiva, che obbliga le aziende a comunicare le fasce salariali e a correggere eventuali differenze ingiustificate. Per te che cerchi lavoro, vuol dire poter valutare un’offerta con chiarezza e criteri oggettivi.

Un altro passo decisivo riguarda la tutela da violenza e molestie. La Direttiva (UE) 2024/1385 introduce per la prima volta norme comuni contro la violenza di genere, anche online, attraverso canali di segnalazione, formazione e procedure interne che rendono gli ambienti di lavoro più sicuri per ogni persona.

A garantire il rispetto dei diritti ci sono gli Equality Bodies, organismi indipendenti che - come spiega la Commissione europea - offrono assistenza alle persone, raccolgono dati e promuovono la cultura dell’equità di genere.

Per chiudere, la parità non si dichiara, si misura. Che tu stia cercando lavoro o che ne abbia già uno, l’equità di genere deve essere sempre alla base del “pacchetto”, deve essere riconosciuta, cercata, vissuta, ed espansa quanto più.

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IN BREVE

Questo articolo racconta come le strategie europee per l’equità di genere stanno cambiando il mondo del lavoro e la società.
Retribuzione trasparente, leadership bilanciata, ambienti sicuri e organismi di tutela sono i pilastri di un’Europa che vuole offrire le stesse opportunità a tutte e a tutti.

 

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