1. L’auto aziendale come fringe benefit
Nel linguaggio del welfare aziendale, l'auto aziendale rientra tra i fringe benefit: una forma di retribuzione che non arriva in busta paga come denaro, ma come bene o servizio. Il datore di lavoro mette a disposizione del dipendente un veicolo, e questo ha un valore economico che viene - almeno in parte - tassato.
La distinzione fondamentale è tra auto assegnata per uso esclusivamente lavorativo o auto concessa in uso promiscuo, cioè disponibile sia per il lavoro sia per la vita privata, oppure solo ad uso personale. Solo nel secondo caso si parla di fringe benefit soggetto a imposizione fiscale. Se l'auto viene usata solo per motivi di lavoro - trasferte, visite a clienti, consegne - non genera reddito imponibile per il dipendente.
Ogni volta che si parla di auto aziendale, quindi, la prima domanda da farsi è: che tipo di utilizzo è previsto dal contratto?