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Welfare contrattuale vs aziendale: le differenze
Welfare contrattuale vs aziendale: le differenze
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I benefit che ricevi possono avere origini molto diverse: alcuni te li deve riconoscere l'azienda perché il tuo contratto li prevede, altri nascono da una scelta autonoma del datore di lavoro. 

Un benefit può essere un diritto previsto dal contratto oppure una scelta dell'azienda. Perché conoscere questa differenza è importante per chi lavora? Lo scopriamo in questo articolo dedicato al welfare contrattuale e al welfare aziendale.

1. Cos'è il welfare contrattuale?

Il welfare contrattuale è l'insieme di beni, servizi e prestazioni previsti dai contratti collettivi nazionali di lavoro (CCNL) e riconosciuti ai lavoratori in aggiunta allo stipendio. Rientra nella più ampia cornice del welfare aziendale, ma con una caratteristica precisa: nasce dalla contrattazione collettiva.

Le parti sociali hanno iniziato a inserire nei CCNL importi minimi obbligatori da destinare al welfare. I primi a muoversi furono i metalmeccanici, seguiti dai comparti orafi-argentieri-gioiellieri e dalle telecomunicazioni.

In concreto, il contratto stabilisce un importo annuo che l'azienda deve mettere a disposizione, spesso tramite piattaforme dedicate. Con questo credito puoi accedere a buoni acquisto, assistenza sanitaria integrativa, previdenza complementare, rimborsi per spese scolastiche o familiari. Queste somme, in molti casi, non sono soggette a IRPEF né ai contributi INPS: se il contratto prevede 250 euro di welfare, ricevi davvero quel valore in beni o servizi.

2. Cos'è il welfare aziendale?

Il welfare aziendale in senso stretto è invece l'insieme di servizi e prestazioni che l'azienda offre per scelta autonoma e volontaria, senza che nasca da un obbligo contrattuale. Può derivare da una decisione unilaterale del datore di lavoro oppure da accordi di secondo livello, cioè accordi aziendali o territoriali.

È lo strumento con cui un'impresa può andare oltre i minimi previsti dal CCNL, costruendo un piano su misura per le esigenze dei propri dipendenti. Proprio perché non è imposto, diventa importante per l’employer branding: un modo per attrarre e trattenere le persone, migliorare il clima interno e distinguersi sul mercato del lavoro. Le aziende più attente spesso integrano il welfare contrattuale obbligatorio con iniziative volontarie aggiuntive.

3. Le differenze principali tra i due

La distinzione si gioca su un punto preciso: da dove nasce il diritto a ricevere il beneficio.

Aspetto Welfare contrattuale Welfare aziendale
Fonte Contratto collettivo (CCNL) Scelta dell'impresa o accordi di secondo livello
Obbligatorietà Obbligatorio per chi applica il CCNL che lo prevede Discrezionale
Chi decide gli importi Le parti sociali L'azienda
Finalità Sostegno previsto per categoria Anche engagement ed employer branding

 

In entrambi i casi, i beni e servizi puntano a migliorare il benessere di chi lavora, espesso godono di un trattamento fiscale agevolato.

4. A chi spetta il welfare contrattuale?

Il welfare contrattuale spetta a tutti i lavoratori a cui si applica un CCNL che lo prevede, senza bisogno di raggiungere obiettivi di produttività. Le regole su chi può accedere al welfare aziendale nel suo complesso possono variare, ma per la quota contrattuale il criterio è semplice: conta il contratto applicato dall'azienda.

A volte il CCNL fissa requisiti semplici, per esempio un periodo minimo di servizio o l'assunzione entro una certa data dell'anno. Sono condizioni indicate in modo chiaro nel testo del contratto. Tra le forme più diffuse c'è il welfare sanitario contrattuale, che funziona attraverso fondi sanitari integrativi di categoria e affianca le prestazioni del Servizio Sanitario Nazionale.

5. Welfare e fringe benefit individuali: un'altra distinzione utile

C'è poi una terza categoria che vale la pena tenere separata: i fringe benefit individuali. Mentre i piani di welfare, sia contrattuali sia aziendali, si rivolgono alla generalità o a categorie di dipendenti con una funzione socio-assistenziale e di sostegno al reddito, i fringe benefit individuali hanno una logica diversa: sono riconosciuti al singolo lavoratore.

Tra gli strumenti che rientrano nel perimetro del welfare ci sono anche i flexible benefit, il meccanismo con cui scegli come utilizzare il credito disponibile, e i buoni pasto.

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IN BREVE

Il welfare contrattuale è previsto dai CCNL ed è obbligatorio per le aziende che applicano un contratto che lo include, mentre il welfare aziendale nasce da una scelta volontaria dell'impresa o da accordi di secondo livello. La differenza decisiva riguarda l'origine del diritto: il welfare contrattuale ti spetta perché lo prevede il contratto, il welfare aziendale dipende da quanto il datore di lavoro sceglie di investire al di là dell'obbligo.

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