2. Cosa si intende per "categorie omogenee" di lavoratori
Non tutti i benefit aziendali possono essere erogati liberamente a chiunque. Alcuni non concorrono alla formazione del reddito imponibile e sono quindi esenti da tassazione - come i servizi di utilità sociale, i servizi di educazione e istruzione, l'assistenza ad anziani o non autosufficienti, gli abbonamenti al trasporto pubblico, i buoni pasto - a condizione che vengano erogati alla generalità dei dipendenti o a categorie omogenee di essi.
Vale la pena chiarire il concetto di "categoria omogenea". Non si tratta semplicemente di un gruppo qualsiasi di dipendenti: deve essere un insieme definito sulla base di criteri obiettivi legati alla prestazione lavorativa o all'inquadramento contrattuale. Qualche esempio: tutti i dipendenti con lo stesso livello contrattuale (IV livello, V livello), tutti i quadri, tutti i dipendenti del turno notturno, o ancora tutti gli expatriates ossia i lavoratori trasferiti all'estero, rientrano in questa categoria.
Quello che la normativa esclude, invece, è la possibilità di formare una "categoria" sulla base di caratteristiche o condizioni personali o familiari del dipendente. L'Amministrazione finanziaria ha precisato, per esempio, che lo stato di maternità da solo non è sufficiente a identificare una categoria omogenea ai fini dell'agevolazione fiscale.
La logica è che le agevolazioni fiscali esistono per favorire il benessere collettivo dei lavoratori, non per creare benefit su misura - e in esenzione - per il singolo individuo.