4. L'azienda può controllare il telefono aziendale?
Sì, ma entro limiti precisi. E conoscerli è importante quanto conoscere le regole d'uso.
Il quadro normativo di riferimento è duplice: il primo è l'art. 4 dello Statuto dei Lavoratori (Legge 300/1970), riscritto dal Jobs Act nel 2015. Il secondo è il GDPR (Regolamento UE 2016/679).
Insieme, questi definiscono un perimetro entro cui il monitoraggio è lecito e uno in cui diventa illegittimo.
L'azienda può legittimamente monitorare gli accessi ai sistemi aziendali, verificare le configurazioni di sicurezza del dispositivo, analizzare i log di rete per rilevare anomalie, intervenire in caso di incidenti informatici. Tutto questo rientra nel cosiddetto controllo funzionale: è finalizzato alla sicurezza dei sistemi, non alla valutazione del comportamento della persona.
Ciò che invece non è consentito - o è ad alto rischio legale - è l'accesso alle comunicazioni personali di chi lavora, l'installazione di software di monitoraggio occulto, la raccolta massiva di dati senza una base giuridica adeguata.
Prima di avviare qualsiasi attività di monitoraggio, l'azienda è obbligata a informare i dipendenti in modo specifico e dettagliato: non bastano avvertenze generiche. Il lavoratore o la lavoratrice devono sapere esattamente quali attività possono essere registrate e in che modo. In presenza di strumenti che generano controllo a distanza, può essere necessario anche il coinvolgimento delle rappresentanze sindacali o l'autorizzazione dell'Ispettorato del Lavoro.