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Quali sono i benefit considerati aziendali e come funzionano
Quali sono i benefit considerati aziendali e come funzionano
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Buoni pasto, abbonamento in palestra, rimborso delle visite mediche, contributi al fondo pensione. Sono tutti benefit aziendali, ma funzionano in modo diverso tra loro: alcuni li scegli tu, altri li decide l'azienda, alcuni arrivano come voucher, altri come rimborso a fine mese.

Capire come funzionano serve per sapere cosa puoi chiedere, cosa ti spetta e come usarlo al meglio. Perché un benefit che non sai di avere, di fatto, è come se non ci fosse

1. Cosa sono i benefit aziendali

I benefit aziendali sono beni e servizi che l'azienda riconosce al dipendente al di fuori dello stipendio mensile (fonte: Edenred). Rientrano in un piano di welfare aziendale e hanno una caratteristica comune: sono integrazioni non monetarie alla retribuzione, pensate per migliorare la qualità della vita di chi lavora.

Invece di tradurre tutto in stipendio (tassato), l'azienda mette a disposizione servizi che incidono direttamente sul potere d'acquisto e sulla vita quotidiana: dalla spesa al supermercato all'abbonamento dei mezzi, dalla visita specialistica al corso di lingue.

2. Le tipologie più diffuse

I benefit aziendali coprono ambiti molto diversi tra loro. Ecco i principali (in ordine alfabetico):

  • Assistenza familiare: nidi aziendali, baby-sitting, residenze per anziani, badanti.
  • Buoni acquisto: spendibili per shopping, spesa al supermercato e carburante.
  • Buoni pasto: per la pausa pranzo e la spesa.
  • Cultura e tempo libero: cinema, spettacoli, concerti.
  • Istruzione e formazione: corsi di lingua e informatica, libri di testo, materiali didattici.
  • Mutui e finanziamenti: rimborso degli interessi passivi.
  • Previdenza: versamenti al fondo di previdenza complementare.
  • Sanità: visite specialistiche, check-up, fisioterapia, odontoiatria, controlli oculistici.
  • Sport e benessere: palestre, piscine, corsi sportivi, centri benessere.
  • Trasporto pubblico: abbonamenti locali, regionali e interregionali, anche per i familiari.
  • Viaggi: voli, hotel, pacchetti vacanza, B&B, agenzie di viaggio.

Tra tutti, i lavoratori apprezzano in particolare i benefit che aiutano a conciliare vita professionale e vita privata: nidi aziendali, orari flessibili, servizi vicini all'ufficio. Non a caso, secondo l'Osservatorio Welfare 2025 di Edenred, i fringe benefit (la categoria che include buoni spesa e acquisto) rappresentano oggi il 52% della spesa welfare, seguiti dall'area ricreativa (23%) e dall'istruzione (13,5%).

3. Fringe benefit e flexible benefit: come distinguerli

Qui sta uno dei fraintendimenti più comuni. Tutti e due sono benefit aziendali, ma funzionano in modo diverso.

I fringe benefit sono benefit "marginali": beni e servizi che il datore di lavoro concede in modo discrezionale, anche a un singolo dipendente. Auto aziendale, smartphone, computer, buoni acquisto. Sono esenti da tassazione fino a 1.000 euro all'anno (2.000 per chi ha figli a carico) per il triennio 2025-2027; oltre questa soglia, concorrono alla formazione del reddito.

I flexible benefit sono invece esenti senza limiti di importo, ma con regole diverse: devono essere offerti a tutti i dipendenti o a categorie omogenee, attraverso un regolamento aziendale o un accordo sindacale. È per questo che molti lavoratori scelgono di convertire il premio di risultato in flexible benefit, aumentandone il valore netto.

4. Come vengono erogati: rimborso, acquisto, versamento

Una volta che l'azienda mette a disposizione il credito welfare, ci sono tre modi per utilizzarlo:

  • rimborso: anticipi tu la spesa e poi carichi sulla piattaforma ricevute e scontrini per farti rimborsare. A volte valgono anche giustificativi di anni precedenti, purché non già detratti nel 730.
  • Acquisto: non anticipi nulla, generi un voucher o un buono direttamente sulla piattaforma e lo consegni all'esercente al momento della spesa.
  • Versamento: destini una parte o tutto il credito al fondo di previdenza complementare, oppure alla cassa sanitaria, se previsto dal regolamento aziendale.

Tutto passa da una piattaforma welfare dedicata, dove scegli come usare il tuo credito tra le categorie disponibili. Questo è il punto che spesso fa la differenza nella busta paga: i benefit vanno indicati nel cedolino con il loro controvalore, quindi è utile imparare a leggerlo.

5. Perché convengono (anche a te)

Si parla spesso dei vantaggi per le aziende. Ma per chi lavora il calcolo è altrettanto chiaro:

  • integrano lo stipendio con servizi utili per le spese personali e familiari, aumentando il potere d'acquisto;
  • sono un riconoscimento concreto del proprio lavoro, al di là della retribuzione;
  • coprono bisogni reali, dalla salute alla famiglia, che altrimenti peserebbero interamente sul reddito.

Per l'azienda i vantaggi sono speculari: aumentano l'engagement, migliorano l'employer branding e portano benefici fiscali, dato che i benefit sono deducibili dal reddito d'impresa.
In Acinque, i benefit aziendali sono considerati una parte molto importante, perché da noi il welfare nasce dall’ascolto delle persone, da proposte che vengono sviluppate attraverso survey, momenti di confronto e focus group, per costruire risposte su misura.

 

Se vuoi far parte di Acinque puoi vedere qui sotto le posizioni aperte e inviarci la tua candidatura! 

IN BREVE

I benefit aziendali sono beni e servizi che l'azienda riconosce al dipendente oltre allo stipendio, all'interno di un piano di welfare: sanità, istruzione, assistenza familiare, trasporti, viaggi, previdenza, sport, buoni acquisto e buoni pasto. In Acinque, fanno parte di un piano welfare strutturato e flessibile.

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