3. Come vengono tassate le stock option
Questo è il punto che interessa di più solitamente, ed è anche quello che cambia di più a seconda del tipo di azienda.
Se lavori in una startup innovativa, le stock option godono di un trattamento fiscale particolarmente favorevole:
- vengono tassate solo al momento della vendita, non all'acquisto;
- l'aliquota applicata è quella del capital gain (26%), anziché quella ordinaria sul reddito da lavoro dipendente, che può arrivare al 43%.
Una differenza tutt'altro che trascurabile, a patto che le azioni non siano riacquistate dalla startup stessa o da chi la controlla.
Per le altre aziende, le cose funzionano diversamente:
- l'imposta sul reddito scatta già nel momento in cui eserciti l'opzione e acquisti le azioni;
- viene calcolata sul valore di mercato al momento dell'esercizio (se l'azienda è quotata, sulla media dei prezzi dell'ultimo mese; se non quotata, in proporzione al patrimonio netto);
- è l'azienda a trattenere e versare l'importo, insieme ai contributi previdenziali.
C'è però un'esenzione che vale in entrambi i casi: se il piano è offerto a tutti i dipendenti o a una categoria omogenea, e se le azioni vengono detenute per almeno tre anni, è prevista un'esenzione fiscale fino a 2.065,83 euro. Una soglia non altissima, ma utile da conoscere.
Una volta che le azioni vengono vendute, su eventuali plusvalenze si applica sempre l'aliquota del 26%.