5. Flexible benefit e fringe benefit: le differenze
I due termini vengono spesso usati in modo intercambiabile, ma non sono sinonimi - e la differenza è rilevante.
I flexible benefit sono la categoria più ampia: sono l'insieme di beni e servizi che l'azienda può includere nel piano welfare. I fringe benefit sono un sottoinsieme di questa categoria - i cosiddetti "beni accessori" - con caratteristiche normative proprie.
La distinzione principale riguarda due aspetti:
I fringe benefit possono essere disciplinati anche nel contratto individuale, diventando parte integrante della retribuzione del singolo. I flexible benefit, invece, devono essere riconosciuti alla totalità dei dipendenti o a categorie omogenee.
Altra differenza: i fringe benefit hanno una soglia di esenzione fiscale specifica (1.000 o 2.000 euro, come visto sopra). Se il limite previsto viene superato anche di un solo euro, non solo la parte eccedente diventa reddito imponibile del dipendente, ma l'intero importo rientra nel reddito imponibile, e quindi soggetto a tassazione e contribuzione. Per gli altri flexible benefit, le logiche di esenzione dipendono dalla natura del servizio e dalla normativa TUIR applicabile.