4. Rimborso welfare e dichiarazione dei redditi: cosa cambia
Questo è il punto che crea più confusione, ed è utile chiarirlo con precisione.
Quando l'azienda rimborsa una spesa scolastica tramite welfare, quella spesa non può essere portata in detrazione anche nella dichiarazione dei redditi. Il motivo è evitare un doppio beneficio fiscale: la non concorrenza al reddito da un lato, e la detrazione del 19% dall'altro.
Se il rimborso è stato parziale, la detrazione è ammessa sulla parte di spesa rimasta effettivamente a carico del lavoratore. L'importo rimborsato dall'azienda viene indicato nella Certificazione Unica con il codice 12, ai punti da 701 a 706, ed è quello il riferimento da consultare in sede di compilazione del 730.
Per le spese non rimborsate dal welfare, la detrazione IRPEF è pari al 19% delle spese sostenute, fino a un tetto di 1.000 euro per studente, corrisposti con strumenti di pagamento tracciabili. La detrazione riguarda la frequenza di scuole dell'infanzia, primarie e secondarie, sia statali che paritarie private.
Nella busta paga questi importi compaiono in voci specifiche che è importante saper riconoscere, soprattutto in fase di dichiarazione dei redditi.