<img height="1" width="1" style="display:none" src="https://www.facebook.com/tr?id=1839170196763306&amp;ev=PageView&amp;noscript=1">
Acinque Acinque Acinque Acinque

Legge di bilancio 2026: cosa cambia per il welfare in azienda?

Legge di bilancio 2026
Legge di bilancio 2026: cosa cambia per il welfare in azienda?
7:32

Ogni anno, con l'approvazione della legge di bilancio, cambia qualcosa nel modo in cui le aziende possono prendersi cura delle proprie persone.

La manovra 2026 non fa eccezione, ma ha una caratteristica che vale la pena sottolineare: non introduce rivoluzioni, consolida un percorso. E quando una direzione viene confermata, di solito succede perché funziona.

Per chi lavora, capire cosa prevede la legge di bilancio sul welfare aziendale significa capire a cosa si ha diritto, quanto vale il proprio pacchetto retributivo e cosa chiedere - o aspettarsi - dal proprio datore di lavoro.

1. Cos'è la legge di bilancio e perché riguarda anche i lavoratori

La legge di bilancio è il provvedimento con cui il governo stabilisce, ogni anno, come saranno allocate le risorse pubbliche per i dodici mesi successivi. In Italia viene approvata entro il 31 dicembre e produce effetti a partire dal 1° gennaio dell'anno seguente.

Contiene misure che incidono direttamente sulla vita delle persone che lavorano: le soglie di esenzione fiscale sui benefit, le regole sui premi di risultato, i limiti di deducibilità della previdenza integrativa. Definisce quanto del tuo pacchetto welfare aziendale rimane esente da tasse e contributi.

La manovra 2026-2028, con un intervento complessivo di circa 22 miliardi di euro, ha messo al centro il sostegno ai redditi medio-bassi, la riduzione del carico fiscale sul lavoro dipendente e il rafforzamento di strumenti come buoni pasto, fringe benefit e previdenza complementare.

2. Buoni pasto: la soglia esentasse sale a 10 euro

È la misura più immediata per chi lavora ogni giorno in azienda. A partire dal 2026, la soglia di esenzione fiscale e contributiva per i buoni pasto elettronici passa da 8 a 10 euro al giorno. Per i buoni cartacei, la soglia rimane invariata a 4 euro al giorno.

Cosa significa in pratica? Che fino a 10 euro al giorno di buono pasto elettronico non concorrono alla formazione del reddito e non sono soggetti a contributi. Né per il lavoratore, né per l'azienda.

Per chi usa i buoni pasto regolarmente, l'effetto è diretto: il valore netto del benefit aumenta senza che cambi la busta paga lorda. Per le aziende, è uno strumento che consente di sostenere il potere d'acquisto del personale senza incrementare il costo del lavoro.

Per approfondire come funzionano e dove si usano, leggi l'articolo Buoni pasto: come e dove puoi usarli.

3. Fringe benefit confermati fino al 2027

La legge di bilancio 2026 non ha modificato le soglie sui fringe benefit: le ha confermate e rese valide fino al 2027.

Restano in vigore i seguenti limiti di esenzione fiscale e contributiva:

  • fino a 1.000 euro annui per tutti i lavoratori dipendenti;
  • fino a 2.000 euro annui per chi ha figli fiscalmente a carico.

All'interno di queste soglie, beni e servizi erogati come fringe benefit non concorrono alla formazione del reddito imponibile né alla base contributiva. Rientrano in questa categoria, tra gli altri, i voucher spesa, il carburante, i rimborsi per le utenze domestiche e diversi altri benefit in natura.

Vuoi capire cosa sono esattamente e come chiederli? Trovi tutto nell'articolo Fringe benefit: cosa sono, esempi e come chiederli.

4. Premi di risultato

Una delle novità più rilevanti della manovra 2026 riguarda i premi di risultato e la partecipazione agli utili d'impresa.

Per gli anni 2026 e 2027, l'aliquota dell'imposta sostitutiva sulle somme erogate come premi di risultato è stata ridotta dal 5% all'1%. Al tempo stesso, il limite del reddito agevolato è stato alzato da 3.000 a 5.000 euro.

La misura si applica ai lavoratori dipendenti del settore privato che nell'anno precedente hanno percepito un reddito non superiore a 80.000 euro.

In sostanza, se la tua azienda eroga un premio di risultato, la quota che ricevi sarà tassata in modo molto più leggero rispetto al passato. Il che si traduce in più netto in busta paga, a parità di importo lordo erogato.

5. Previdenza complementare

La previdenza complementare è uno degli strumenti di welfare meno utilizzati, eppure tra i più vantaggiosi nel lungo periodo.

La legge di bilancio 2026 ha alzato il tetto di deducibilità fiscale dei contributi versati ai fondi pensione a 5.300 euro annui. La soglia si applica a tutti i contributi versati - datoriali, volontari e derivanti dalla contrattazione collettiva - con l'unica esclusione del TFR.

Parallelamente, dal 1° luglio 2026 scatta per i neoassunti del settore privato il meccanismo del silenzio-assenso: se entro 60 giorni dall'assunzione non si esprime una scelta diversa, il TFR e i contributi vengono automaticamente destinati al fondo pensione negoziale previsto dal contratto collettivo di riferimento. Si tratta di un'adesione a pieno titolo, dalla quale è comunque possibile recedere entro i termini previsti.

6. Le altre misure che incidono sul benessere delle persone

Alcune disposizioni della manovra 2026 non rientrano direttamente nel welfare aziendale, ma hanno un impatto concreto sul benessere economico e familiare dei lavoratori.

La seconda aliquota IRPEF scende dal 35% al 33%. Una riduzione che si traduce in più reddito disponibile per una fascia ampia di lavoratori dipendenti.

Sul fronte della genitorialità, la manovra prevede il potenziamento del congedo parentale e l'estensione dei giorni di congedo per malattia dei figli minori, un aumento del bonus mamme lavoratrici con almeno due figli e reddito fino a 40.000 euro, la proroga dei contratti a termine per sostituzione fino al primo anno di vita del bambino.

Sul fronte ISEE, la soglia di esenzione sul valore della prima casa, che quindi va esclusadal calcolo, sale a 91.500 euro (fino a 120.000 euro per chi risiede nelle città metropolitane), con effetti diretti sull'accesso a prestazioni agevolate.

Se vuoi capire come il welfare si inserisce nel quadro più ampio dei benefit aziendali, l'articolo Quali sono i benefit considerati aziendali e come funzionano è un buon punto di partenza.

7. Cosa cambia concretamente per te

Mettere insieme tutte queste misure restituisce un quadro abbastanza chiaro.

Il welfare aziendale nel 2026 vale di più, in senso letterale. I buoni pasto elettronici hanno una soglia esentasse più alta, i premi di risultato vengono tassati meno, i fringe benefit rimangono stabili, la previdenza complementare diventa più conveniente da un punto di vista fiscale.

Per chi già lavora in un'azienda che offre un piano di welfare strutturato, queste novità si traducono in un beneficio diretto, senza necessità di fare nulla di particolare. Per chi invece non ha ancora un piano welfare - o non sa bene cosa comprenda il proprio pacchetto retributivo - è il momento giusto per chiedere, capire e confrontarsi con il proprio datore di lavoro.

In Acinque il welfare è costruito intorno alle esigenze reali delle persone che ci lavorano. Vuoi sapere com'è fatto? Scopri le posizioni aperte e candidati, ne parliamo a voce.

IN BREVE

La legge di bilancio 2026 ha alzato la soglia di esenzione dei buoni pasto elettronici da 8 a 10 euro al giorno. I fringe benefit restano esenti fino a 1.000 euro annui per tutti i lavoratori (2.000 euro per chi ha figli a carico), con conferma fino al 2027. L'aliquota sui premi di risultato scende dal 5% all'1% per il biennio 2026-2027, con un tetto agevolato alzato a 5.000 euro. Il tetto di deducibilità per la previdenza complementare sale a 5.300 euro annui; e dal 1° luglio 2026 scatta il silenzio-assenso al fondo pensione per CCNL per i neoassunti del settore privato. La seconda aliquota IRPEF (28.000-50.000 euro) scende dal 35% al 33%. La soglia ISEE sulla prima casa sale a 91.500 euro.

Spunti e idee per lasciare il segno, direttamente nella tua inbox.